Nel 1928 Duray stabilisce il record con la Miller Special

Leon Duray guidó la sua Miller 91 Packard Cable Special alla sorprendente velocità di 148.173 miglia orarie sulla pista di prova Packard a Utica, in Michigan.

 
Due settimane prima, Duray aveva fatto segnare un giro record alla velocità di 124 miglia orarie all’Indy 500, record che rimase inviolato per 10 anni, fino a quando le curve della pista non vennero inclinate. Il motore della Miller, di soli 91 pollici cubici di dimensione o 1500cc, produceva una potenza di 230 cavalli-vapore, con un peso di sole 290 libbre.
 
La Miller Special a trazione anteriore non vinse mai un’Indy 500, ma le sue prestazioni negli anni 1928 e 1929 indussero gli ufficiali di gara a estromettere i motori sovralimentati per oltre dieci anni.

La Miller 91 fu il capolavoro dell’ingegnere Harry Miller. Oggi, uno dei capolavori di Miller si trova al Museo Nazionale di storia Americana allo Smithsonian.

Nel 1928 Duray stabilisce il record con la Miller Special

Dopo che le 91 vennere estromesse dall’Indy, il proprietario Leon Duray portó le sue due auto Miller in Europa ed inizió a stabilire record di velocità in gare contro auto che avevano simili dislocamenti del motore. Guidó la sua 91 ad una velocità di 143 miglia/orarie per oltre 1 chilometro e a 139 miglia/orarie per oltre cinque chilometri. Ettore Bugatti rimase cosi impressionato dalle auto a trazione anteriore di Miller e dal loro motore che acquistó le auto da Duray per studiarle.
 
Gli ultimi motori di Bugatti presero moltissimi spunti dalle innovazioni di Miller: dal disegno delle camere di combustione, alle valvole, alla testata. Miller costrui solamente 11 auto sovralimentate a trazione anteriore e oggi sono quotate come pezzi d’antiquariato. Le due auto acquistate da Bugatti vennero ritrovate, impolverate ma intatte, da un diplomatico danese nel magazzino Bugatti in Francia, nel 1954.
 
Lo storico d’auto Griffith Borgeson acquistó le due auto nel 1959 e se le fece spedire a casa sua a Los Angeles, la città nella quale erano state costruite. Una di queste auto si trova nel museo Indianapolis Motor Speedway.
 
Harry Miller, per dirla in modo semplice, era un genio leggendario nella storia delle corse americane. La tecnologia che lui applicó in modo pionieristico nel 1929 sulla sua Miller 91, è usata ancora quest’oggi. Miller andó in bancarotta nel 1929 e tutti i suoi beni, compresi i disegni e i progetti, vennero venduti all’asta. Uno dei suoi soci, Fred Offenhauser si diede da fare per comprare abbastanza dei suoi disegni e brevetti per poter proseguire quello che Miller aveva iniziato.
 

Dal 1922 al 1965, i motori Miller e Offenhauser vinsero tutte le gare Indy 500 tranne sei.

 

 

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1955 Volkswagen presenta la Karmann-Ghia

Volkswagen presenta il coupe Karmann-Ghia al Kasino Hotel in Westfalia, Germania

Con il mercato europeo dell’auto che finalmente si riprendeva dalla guerra, Volkswagen avvertí l’esigenza di creare un’auto di immagine per accompagnare i semplici ma affidabili “Maggiolino e Bus”

1955 Volkswagen presenta la Karmann-Ghia

 

A quell’epoca Volkswagen non era l’unica fabbrica di automobili alla ricerca di un’ammiraglia. Chevrolet aveva presentato la Corvette e la Ford la Thunderbird. La Chrysler aveva fatto un contratto con la società di design Ghia allo scopo di creare designs per un’auto Chrysler da sogno; ció nonostante nessuno di quei designs venne utilizzato.
 
Nel frattempo Volkswagen aveva fatto un contratto con il costruttore di pullman Karmann per la sua auto ammiraglia e Karmann, a sua volta, subappaltó a Ghia la creazione dei designs. Ghia forni a Karmann una versione del loro design per Chrysler, adattandolo alla pianta del Maggiolino Volkswagen.
 
La Karmann-Ghia venne distribuita nel 1956 come modello Volkswagen. Le linee liscie e la fattura curata attirarono l’attenzione sperata da Volkswagen. Peró, nonostante l’apparenza sportiva, la Karmann-Ghia non poteva fornire grandi prestazioni con i 36 cv erogati dai quattro cilindi boxer. Vennero venduti 10′000 esemplari di Karmann-Ghia nel primo anno intero di produzione e, con l’introduzione della decappottabile nel 1958, la produzione raggiunse i 18′000 esemplari annui.

Le vendite continuarono ad aumentare per tutti gli anni sessanta, raggiungendo un picco di 33′000 auto all’anno. Mentre General Motors e Ford concentravano le loro attenzioni rispettivamente sulla Corvette e la Thunderbird, Volkswagen scopri che la popolarità del Maggiolino stava a mano a mano aumentando, soprattutto sul mercato degli Stati Uniti. I dirigenti decisero dunque di concentrare gli sforzi di marketing sul Maggiolino, a scapito della Karmann-Ghia, che venne fabbricata per l’ultima volta nel 1974.

 

 

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Decappottabile russa(con fantasma)

So solo due cose di quest’auto. La prima che è probabilmente un’auto di fabbricazione russa. La seconda è che è raffigurata su questa pagina dedicata alle decappottabili e spiders russe.   Sembra una mescolanza di diverse auto americane, ma la Russia ha una lunga storia nel prendere a prestito designs da altri paesi.

Decappottabile russa(con fantasma)

 

Nota a margine: penso che potrebbe esserci un fantasma sul sedile del passeggero!

 

 

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Fai riparare la tua Ferrari

 Se non avete visitato il blog di Hemmings per qualche giorno potrete aver perso un’eccellente serie di posts che esaminavano alcune Ferrari d’eccezione. La Ferrari Berlinetta Competizione 1962 250 GT/L raffigurata qui sotto in questa foto di Mathieu Heurtault è l’ultima entrata della serie “Days of Ferrari 2008”.

 
Fai riparare la tua Ferrari

 

 

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Ornamento per il cofano da 200′000 $

 

Ornamento per il cofano da 200'000 $Là fuori c’è un trend che consiste nello sbattere un mucchio di diamanti su qualcosa e poi farne sfoggio. E’ una pratica molto comune nel mondo del cibo, dove il cuoco puó affermare di avere “la piú costosa al mondo” quale che sia la cosa che sta vendendo, semplicemente appiccicando un diamante nello stesso piatto.
Mettere un diamante su un ammasso di escrementi di toro, rende forse l’ammasso il piú costoso al mondo? Probabilmente no, ma scommetto che qualcuno lo comprerebbe. Nel mondo delle auto abbiamo ruote e pomelli del cambio ricoperti da diamanti, una Porsche ricoperta d’oro e una Maybach 57S con diamanti ed oro al posto degli equipaggiamenti interni cromati – questi esempi sono stati tratti da un solo blog.
 
Risale a tempi piú recenti questa statuetta ricoperta di diamanti e raffigurante lo Spirito dell’Estasi che è stata commissionata da Manhattan Motorcars per un’esposizione al Salone Internazionale dell’Auto di New York che si è tenuto a marzo.
 
In passato ci sono state molti altri pezzi e componenti tempestati di diamanti, per cui non mi è chiara la ragione per cui il creatore di questo ornamento per cofano affermi che è la prima volta che diamanti e automobili vengano combinati assieme. Probabilmente rientra nella stessa categoria della “prima” Mustang. Il valore di questo ornamento per cofano cosi impreziosito? Quasi 200′000 $. Potete saperne di piú circa le modalità con cui è stato creato su The Epoch Times.
 
Cosi, se un paio di binocoli Ferrari, non sono abbastanza per voi quando avete montagne di denaro che vi ingombrano la casa, potete uscire e ordinarvi un ornamento per cofano che potrebbe sfamare una famiglia per dieci o vent’anni (file PDF). O forse potete comprarvi un tostapane Bugatti, tempestarlo di diamanti a avere cosi il meglio di entrambi i mondi!

 

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